Utilitá delle campagne di sensibilizzazione
Il tumore al seno risulta essere il più diffuso al mondo, si stima infatti che negli ultimi 5 anni, sia stato diagnosticato a 4, 5 milioni di donne, ed è ritenuto la causa più comune di mortalità per cancro nel sesso femminile dell’ intero mondo.
Ma che cos’è e quali sono i sintomi?
La moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria si trasformano in cellule maligne; queste hanno la facoltà di staccarsi dal tessuto d’origine e immettersi nei tessuti circostanti per attaccare, col tempo, i principali organi vitali del corpo umano.
Tutto questo processo è detto tumore, in questo caso un tumore che ha avuto origine nel seno.
Generalmente durante la fase iniziale, non vi è traccia di dolore ma un repentino mutamento delle ghiandole interne alle mammelle, che tendono ad ingrossarsi o un alterazione dei capezzoli.
La maggior parte dei tumori, però, nasce e cresce senza dare alcun segnale, per questo è bene effettuare almeno una volta ogni 2 anni, un ecografia o ancora meglio una mammografia.
La prevenzione infatti è fondamentale, ed è grazie a questa che è possibile ridurre il rischio di ammalarsi; la mammografia è attualmente il metodo più efficace grazie alla quale è possibile arrivare ad una diagnosi precoce.
Le donne principalmente più colpite sono quelle che vanno dai cinquant’ anni in su e che hanno in famiglia casi simili, anche se il 95% delle donne a cui è stato diagnosticato questo male, non aveva familiari colpiti dalla stessa malattia.
Esistono parecchie associazioni che svolgono campagne di sensibilizzazione, che hanno il compito di diffondere il messaggio sull’ importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, informando le donne sui controlli diagnostici da effettuare e cercare di correggere gli stili di vita rendendoli sani.
Secondo gli esperti infatti, grazie alla prevenzione almeno il 20% dei tumori al seno, potrebbero essere evitati o perlomeno curati per tempo.
Nell’ ultimo decennio grazie alla alta attenzione che TV e radio, ma anche scuole e ospedali, hanno attirato nei confronti dell’ argomento “tumore a seno”, sono nate tantissime associazioni in Italia.
Grazie a queste campagne oggi giorno, si può stimare che circa il 65% delle donne effettua gli esami primari rivolti a prevenire questo male, contro il 35% di dieci anni fa in cui questa malattia era quasi sconosciuta a livello mediatico. Tramite la tv che oramai è la nostra finestra sul mondo esterno, ci sono campagne che raccolgono fondi per la ricerca, perché nonostante questo male sia ben conosciuto, si può ancora fare tanto per la sua cura e la prevenzione grazie all’ ausilio di nuove tecniche e nuovi macchinari.
Gli esami consigliati per la prevenzione vengono suggeriti con modalità diverse a seconda dell’età della donna:
- l’ autopalpazione è una tecnica che ogni donna dovrebbe effettuare, che consiste nell’ individuare precocemente qualsiasi mutamento del seno.
- lo screening organizzato ossia eseguire ogni anno o ogni 2 anni, esami tali da verificare se ci sia la presenza di noduli e nel caso da tenere sotto controllo.
E’ bene comunque fare attenzione sin da giovani, con degli accorgimenti mirati ad avere uno stile di vita consono e salutare:
- scegliere minuziosamente tutti gli alimenti
- controllare e tenere sotto controllo il peso corporeo
- svolgere una sana attività fisica regolarmente
- limitare l’ assunzione di alcolici
- evitare il fumo.
Grazie a tutte le campagne di sensibilizzazione inoltre, questa malattia è sempre più curabile e di conseguenza guaribile, ancora di più se bloccata sul nascere.
In diminuzione i decessi per tumore al seno
Il cancro al seno fa sempre meno vittime. In molti paesi il numero delle morti per tumore al seno è in calo grazie al miglioramento in campo diagnostico, alla diffusione degli screening ed alle innovazioni nel settore dei farmaci. Il numero di morti per tumori al seno in Italia si è ridotto del 10% negli ultimi cinque anni ma l’obiettivo è quello di azzerarne la mortalità entro 10 anni. A tutt’oggi il tumore al seno è quello più frequente nelle donne: una donna su dieci si trova ad affrontare questo male. Tra tutti i decessi per cause tumorali, il 17% è da attribuire appunto al tumore al seno. Si può affermare comunque che le percentuali di guarigione sono addirittura raddoppiate.
E’ ancora da stabilire se questo risultato sia stato raggiunto grazie allo screening mammografico o grazie ai risultati della ricerca che ha messo a punto terapie più adeguate. L’ultima conquista nella lotta al tumore al seno è stata l’introduzione degli anticorpi monoclonali, farmaci biologici che consentono di individuare in maniera precisa le cellule malate da colpire, senza danneggiare quelle sane.
E’ indubbio che vada riconosciuto un grande merito anche alla prevenzione che ha come scopo propria la diminuzione dei morti per tumori al seno. Una diagnosi precoce infatti può identificare il problema nelle prime fasi della sua esistenza: ciò significa combattere la malattia sul nascere e aumentare la percentuale di guarigione con conseguente diminuzioni di morti per tumore al seno.
È possibile ridurre il rischio di ammalarsi se si effettuano periodicamente specifici esami di controllo.
La mammografia è il metodo attualmente più efficace per una diagnosi precoce. La campagna di screening rivolta alle donne, in una condizione di normalità, suggerisce una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età. L’ecografia è lo strumento diagnostico più idoneo ad esaminare il seno delle giovani donne. E’ un esame semplice e affidabile da ripetere una volta all’anno: per mezzo di ultrasuoni, è in grado di esplorare la ghiandola mammaria nella sua interezza. Ogni donna, inoltre, dovrebbe sottoporsi a visita senologica almeno una volta all’anno, a prescindere dall’età, e dovrebbe seguire le trasformazioni del proprio seno attraverso la semplice operazione di auto-palpazione. La prevenzione si traduce anche in un corretto stile di vita: fare attività fisica e seguire un regime alimentare che preveda una dieta sana. Quindi ognuno ha il dovere di impegnarsi in un controllo continuo del proprio stato di salute: solo individuando in tempo la malattia si potrà diminuire il numero di morti per tumori al seno.
Dieta per la prevenzione dei tumori al seno
Seguire una dieta corretta aiuta a prevenire il tumore al seno.
Ma quali cibi prevengono tumore al seno?
Secondo studi effettuati anche dall’ Istituto dei Tumori di Milano , anche lievi cambiamenti nella dieta quotidiana possono allontanare il rischio di tumore alla prima insorgenza o recidivo nelle donne già operate al seno. La dieta ha lo scopo di diminuire il livello di insulina nel sangue che , secondo molti studi , aumenta l’incidenza di carcinoma al seno. L’elevato quantitativo di insulina nel sangue, infatti, favorisce l’aumento degli ormoni sessuali androgeni e di IGF-1 e ciò causa lo svilupparsi del carcinoma mammario.
Veniamo al dunque indicando quali cibi prevengono tumore seno.
La produzione di insulina da parte dal pancreas dipende direttamente dall’assunzione di cibi con alto contenuto di zuccheri semplici (dolci), complessi (farinacei) e proteine derivanti da carni animali, per cui è necessario diminuire l’assunzione di dolci, cibi prodotti con farine tipo 00, uova e latte, carni rosse e grassi animali come il burro, lo strutto, i salumi.
Piuttosto bisogna assumere più riso, cereali (possibilmente integrali) e avena senza zucchero, pane integrale o a bassa lievitazione e pesce. Da abolire le bevande gassate o zuccherate o lo zucchero raffinato (meglio quello di canna o il miele ).
Riepilogando quali cibi prevengono tumore al seno, possiamo dire:
NO al consumo eccessivo di uova , burro e zucchero raffinato che stimolano la produzione di insulina; bisogna ridurre anche il consumo di carne rossa.
SI al pesce e al riso integrale che sono i primi a rispondere alla domanda che ci siamo posti inizialmente di quali cibi prevengono tumore al seno.
SI alle verdure quali cavoli, broccoli, aglio, verze.
SI alla soia , ricca di sostanze che, in un certo senso, “si sostituiscono” agli estrogeni in modo da ridurre lo sviluppo di tumore al seno.
SI agli agrumi i quali contengono vitamina A C e D , determinanti per combattere i tumori .
Non bisogna essere sovrappeso o comunque con un giro-vita superiore a 85 cm , perchè il grasso del corpo umano produce ormoni che vanno contro la nostra salute .
Guarigione e prevenzione
Una donna su dieci si ammala di tumore al seno, ma la maggioranza guarisce. La guarigione tumori al seno segue ad una ferita difficile da rimarginare. Dopo la brutta notizia della diagnosi e il periodo delle prime cure, si può recuperare la propria femminilità e una vita normale.
Di tumore al seno si può guarire e la guarigione tumori al seno si può ottenere senza neanche troppi sacrifici . Indispensabile è , innanzitutto , sottoporsi agli esami preventivi con costanza . La mammografia è attualmente l’esame più diretto ed efficace per la diagnosi precoce. L’osservatorio nazionale screening indica come frequenza dell’esame , una mammografia ogni 2 anni per età che va dai 50 ai 69 anni, ma la frequenza può variare in base alle considerazioni del personale specializzato. Nelle donne che hanno avuto in famiglia qualcuno malato , solitamente si comincia tra i 40 e i 45 anni.
In realtà , statisticamente il numero di donne che si prestano a tali esami è bassissimo e cioè 1 su 4 con età fra i 40 e i 70 anni. Le donne che scoprono precocemente d’avere il tumore al seno, per il 98 per cento dei casi giungono alla guarigione tumori al seno , anche con interventi chirurgici poco invasivi.
Molto spesso capita che chi si ammala di tumore al seno sente al tatto delle granulosità , per cui la donna deve imparare a conoscere il proprio seno per capire, palpandolo, se si è in presenza di qualcosa di anormale, sopratutto se l’età dell’individuo supera i 40 anni .
Inutile dire che bisogna anche mantenera una dieta equilibrata e povera di zuccheri semplici, grassi animali e farine raffinate. Gli eccessi causano la formazione di ormoni che favoriscono l’insorgere del tumore.
Da alcuni studi è anche emerso che una gravidanza prima dei 30 anni di età è un fattore che permette di ridurre il rischio di contrarre il tumore perchè, allattare i figli, permette alle cellule del seno di terminare la loro maturazione e migliorare la resistenza ad eventuali trasformazioni neoplastiche.
E’ da non sottovalutare l’esercizio fisico anche non troppo assiduo ( 1 o 3 ore alla settimana ) che riduce il rischio del 20% e anche oltre nel caso di attività un pò più intensa.
Tutti questi consigli portano alla guarigione tumori al seno.